Istruzione
Orlando ha frequentato l’asilo nido comunale S. Francesco e, attualmente, è inserito nella scuola per l’infanzia comunale P. Martini, a Cremona. L’elevata professionalità di tutto il personale, unita ad una grande sensibilità, hanno consentito ad Orlando di essere accolto, accudito ed accompagnato nella partecipazione alle attività quotidiane.
Ad Orlando vengono proposte sia attività individuali che in gruppo, scelte in base al livello di crescita e di maturazione raggiunto dal bambino ed agli obiettivi didattico-educativi da raggiungere.
MONIA, L'INSEGNANTE DI ORLANDO
“In qualità di insegnante di scuola d’infanzia, e occupandomi di bambini con problemi di disabilità, negli ultimi due anni ho conosciuto Orlando.
Orlando era un bambino di tre anni già inserito in una sezione del nido da circa un anno.
Fin dall’inizio ho cercato di favorire la sua conoscenza attraverso una attenta osservazione ed un quotidiano ascolto.
Consapevole che la chiave per comprendere i sentimenti altrui sta nella capacità di leggere i messaggi veicolati anche in forma non verbale (gesti, l’espressione del volto……), ho iniziato il mio lavoro osservando il bambino con vivo interesse e senza pregiudizi legati alla sua diagnosi, prestando maggiore attenzione verso quelli che possono sembrare anche segnali di benessere, quali un sorriso, un rilassamento dei lineamenti, un interruzione improvvisa di un movimento.
Tale ascolto attivo mi ha permesso di entrare in sintonia con il bambino aprendomi la strada alla “comprensione empatica”, la capacità di sentire quello che sente l’altro e di percepirne l’esperienza soggettiva.
Per favorire una conoscenza sempre più profonda di Orlando, ma anche per impostare e condurre linee unitarie di intervento sulla base della continuità, ho cercato da subito una relazione di collaborazione e condivisione con la famiglia e con i terapisti.
Con famiglia si è creato un quotidiano rapporto di confronto favorendo così un attivo scambio di informazioni, al fine di condividerne lo sforzo educativo.
Dopo questa prima fase che mi ha permesso di individuare i punti di forza ed i bisogni del mio bambino, sono partita con le esperienze formative per stimolare e favorire il raggiungimento degli obiettivi, creando un ambiente sereno e favorevole alla conoscenza attraverso il canale senso-percettivo, che è condizione necessaria per conoscere se stessi, gli altri e il mondo.
Durante le attività proposte in forma ludica, Orlando ha avuto la possibilità di stare con i compagni in un ambiente adeguato alle sue esigenze e ricevere da loro stimoli importanti per la sua crescita.
Il percorso continua tutt’oggi alla scuola dell’infanzia, e per tutto questo posso dire grazie ad Orlando, con l’augurio di poterlo accompagnare con rigore e continuità alla scoperta di se stesso e alla conquista di una crescente autonomia."
ORLANDO ALLA SCUOLA DELL'INFANZIA
... LE OSSERVAZIONI DI MONIA, LA SUA INSEGNANTE
Fin dalle prime osservazioni è emersa la forte difficoltà di Orlando a manifestare i suoi bisogni, la mancanza di iniziativa nel campo di azione e la scarsa motivazione in generale.
Esso dimostrava difficoltà a mantenere la posizione eretta e non riusciva a coordinare i movimenti degli arti superiori.
Se afferrava un oggetto lo toccava in modo frettoloso, lo scuoteva e, se veniva tolto dalle sue mani, non manifestava alcun desiderio di recuperarlo, nessuna sorpresa né dispiacere.
Era evidente una certa attrazione per oggetti sonori e rumorosi.
Si nutriva solo se imboccato, senza mai afferrare il cucchiaio e, se aiutato a tenere tra le mani la posata, faticava a stringerla ed a trattenerla nella mano.
Si spostava da un ambiente all’altro gattonando e solo se sollecitato dal seguire un oggetto in movimento.
Le esperienze formative e i giochi, proposti al nido lo scorso anno scolastico, sono stati soprattutto legati agli organi di senso, utilizzando materiali alimentari che permettessero ad Orlando di essere manipolati, spalmati, toccati, assaggiati, annusati ed infine lasciassero, attraverso l’uso delle parti del suo corpo (mani, piedi, gomiti, ginocchia), una traccia di colore sul foglio.
Inoltre, abbiamo creato all’interno del salone l’angolo palestra, un ambiente dove, con l’uso di divanetti e seggioline, si creavano appigli per permettere ad Orlando di alzarsi, di mantenere la posizione eretta e di camminare all’interno di un binario per permettere al bambino di sentirsi sicuro e spostarsi il più possibile in autonomia.
Poi… il passaggio alla scuola dell’infanzia
Qui per Orlando si è pensato di predisporre un ambiente adeguato a favorire l’integrazione con il gruppo sezione, in modo da soddisfare i suoi bisogni di “appartenenza”, “fiducia” e “affetto”.
E’ stato utile favorire l’integrazione attraverso attività simili o in qualche modo connesse a quelle degli altri. Noi insegnanti abbiamo costantemente ricercato i punti di contatto tra gli obiettivi individuali e quelli del gruppo sezione.
Solo in questo modo si riduce il rischio di trasformare il P.E.I. in una forma di isolamento ed emarginazione anziché, come dovrebbe essere, un’efficace sollecitazione all’integrazione.
La scelta della sezione è stata pensata per poter attrezzare spazi con caratteristiche costanti e punti di riferimento.
Sono nati così l’angolo della musica, attrezzato con alcuni strumenti musicali, l’angolo sensoriale dove Orlando trova un pannello sensoriale, e la “scatola” dei tesori, che raccoglie una varietà di oggetti, ma nessuno dei quali si può definire un vero e proprio giocattolo.
Il contenuto della scatola è quello di offrire una varietà di stimoli ai cinque sensi.
Molte sono le proposte formative per educare la mano e favorire la coordinazione bimanuale, come la manipolazione di materiale plastico, strappare e appallottolare la carta, seguire con la mano semplici tracciati lineari e curvilinei, suonare strumenti musicali ecc.; oltre che esercizi gioco per sollecitare Orlando alla conoscenza del corpo ed un suo maggiore controllo. In quest’ultimo caso è utile proporre recitazione di canti, dove Orlando è stimolato ed aiutato a toccare le parti del corpo denominate nel canto, giochi di movimento che prevedono l’alternanza di tempi e di arresto, ed altro ancora.
Con Orlando risulta molto funzionale il gioco dei travasi con i vari materiali, quali acqua, granoturco e farine, con i quali si possono proporre attività di riempimento, come l’incollare ed il colorare dei disegni.
Tali attività sono state svolte quasi sempre nel piccolo gruppo, con uno o due compagni. Infatti, risulta occasione di stimolo, e quindi, risorsa fondamentale per assimilare l’esperienza, l’agire insieme ad un “altro” bambino.
Inoltre, inizialmente, sono stati adottati elementi facilitatori, come una seggiolina modificata con delle ruote per permettere ad Orlando di spostarsi da un ambiente all’altro della scuola.
Per favorire la direzione dello sguardo sul foglio sono state adottate strategie d’intervento, come mettere il foglio attaccato alla parete all’altezza dei suoi occhi.
Oggi Orlando partecipa alle attività prestando più attenzione. Inoltre, si lascia guidare volentieri durante la produzioni di alcuni lavori ed è possibile metterlo per qualche minuto al tavolino dove riesce ad abbassare lo sguardo verso il foglio e a lasciare, se guidato, piccole tracce di colore. Si avvicina spontaneamente al pannello sensoriale e tocca i vari materiali spostando la mano da un oggetto all’altro.
Se trattiene un oggetto che cattura il suo interesse e per errore cade o gli viene preso, lui cerca di riprenderselo.
Mantiene la posizione eretta e si sposta tenendo la mano dell’adulto, di un compagno, e per brevi tratti anche in autonomia.
A pranzo, se messo in una situazione adeguata, si porta il cucchiaio alla bocca.
Manifesta con il pianto o lamento un disagio o un bisogno, inoltre sorride e si gira quando viene chiamato.
Piccoli passi, che lasciano spazio alla speranza ………………………………….
“Tutti i bambini possono imparare
e tutti i bambini sono tra loro diversi” (UNESCO)
L’ARRIVO DI ORLANDO ALLA SCUOLA PRIMARIA MANZONI
L’arrivo di Orlando alla scuola primaria Manzoni, coincide con il mio arrivo, dopo esperienze in altre scuole della città. E’ il settembre 2019 quando la referente disabilità, mi presenta e introduce il suo caso; non conoscevo niente di lui, è stata anche per me una sfida.
Entro in classe e subito vengo colpita da quel sorriso che non abbandona mai e dai suoi occhioni azzurri, cielo di speranze in cui brilla la stella della felicità.
Alcuni compagni di classe erano già con lui negli anni della Scuola dell’Infanzia, questo è stato molto di aiuto anche a me, e così è stato possibile, da subito, recuperare relazioni interpersonali fondamentali nel suo percorso di crescita.
Dopo i primi momenti d’incertezza ed esitazioni, è stato un gioco di sguardi e gesti, che ci ha permesso di iniziare a costruire “la strada della Scuola Primaria”;
I bambini hanno compreso, senza alcuna difficoltà, l’esigenza di comunicazione fisica di Orlando e con abbracci, carezze o dandogli la mano, l’hanno gratificato nelle attività e coccolato nei momenti di svago: la comunicazione e le strategie ad essa collegate si confermano d’importanza decisiva, in quanto gli permettono di condividere relazioni efficaci e funzionali: sguardo, voce e gestualità sono strumenti acquisiti e usati in modo intenzionale.
La giornata scolastica di Orlando si divide fisicamente in più luoghi, ambienti in cui può compiere progressi e sperimentazioni: oltre alla sua classe, c’è un’aula a lui dedicata con un angolo morbido e molti materiali utili allo svolgimento di numerose attività, ma anche un laboratorio di pittura, una stanza con il pianoforte, la palestra, il giardino e la mensa.
Con il susseguirsi dei mesi, Orlando dimostra maggior controllo nella mobilità e miglior equilibrio nella postura: dalla sedia si alza da solo, così come da terra (se con un punto di appoggio); anche il movimento “verso” risulta intenzionale se in direzione di qualcosa di suo interesse. Per lo stesso motivo, in autonomia, si china per raccogliere un oggetto a terra. L’insegnante, o un compagno, interviene solo per rimuovere eventuali ostacoli nel percorso/movimento. La tonicità muscolare, più sviluppata rispetto al passato, permette al bambino di collaborare in alcuni momenti significativi della routine quotidiana: vestirsi, lavarsi le mani, scendere dal passeggino. A migliorare è stata anche la motricità fine, che, nel momento del pasto, gli consente, ad esempio, di impugnare il cucchiaio e portarlo in autonomia alla bocca, così come con il bicchiere a due manici, oppure di giocare con incastri o di prendere il pastello e, se guidato, utilizzarlo per realizzare segni grafici e non solo per produrre rumore (percuotendolo).
Orlando sfoglia libri in parziale autonomia e con coinvolgimento; partecipa con efficacia alla successione delle attività previste e, se particolarmente interessato all’oggetto di lavoro, riesce a mantenere il contatto visivo con lo stesso, con migliorata costanza.
Attenzione, coinvolgimento attivo e intenzionalità comunicativa sono costanti quotidiane in equilibrio, ma si manifestano con intensità variabile nelle diverse giornate.
La multimedialità si è dimostrata un’utile variante nella modalità di presentazione didattica dei contenuti, permettendo inoltre di prolungare i tempi di attenzione e di stimolare in lui reazioni positive, come avviene ad esempio con l’ascolto di fiabe sonore. La LIM e il tablet, riescono a catturare l’interesse di Orlando che dimostra attivamente la volontà di avvicinarsi, toccare, anche intercettando il gesto richiesto dalla consegna, cercando la mano.
La prosecuzione delle relazioni positive e di fiducia, instaurate il primo anno con insegnanti e compagni, consente ad Orlando di affrontare con serenità la giornata a scuola; la sua maggior espressività è ben ripagata dalle attenzioni dei compagni, pur nel rispetto delle norme anti COVID19, che hanno purtroppo contraddistinto un periodo decisamente lungo. Nonostante isolamenti fiduciari e prolungate assenze, a scopo precauzionale, Orlando ha comunque dimostrato di aver consolidato la ritualità scolastica e mantenuto anche grazie ad alcune videochiamate con maestre e compagni, il collegamento con i volti e le voci del contesto classe. Dal punto di vista relazionale, infatti, l’alunno riconosce amici ed insegnanti, che svolgono un ruolo positivo.
Rispetto all’inizio del percorso scolastico nella Scuola Primaria, Orlando riesce a replicare nel contesto classe (più disturbato) alcuni comportamenti che prima attuava solo nell’aula dedicata: in completo accordo e sinergia tra le insegnanti che compongono il team, l’organizzazione attuata è stata funzionale alle esigenze del bambino, che è rimasto meno tempo nell’aula a lui dedicata, svolgendo attività sensoriali, motorie e musicali con l’insegnante di sostegno, tramite un rapporto diretto ed esclusivo, mentre è riuscito a trascorrere la maggior parte del tempo in aula insieme ai compagni: così facendo, è stato molto stimolato ed ha sviluppato, quando possibile, nuove modalità di adattamento al contesto classe. In questa linea, procede il lavoro di esercizio per indurre un maggior controllo della voce di Orlando (durata, intensità ed intenzionalità dei vocalizzi), elemento al contempo positivo e di criticità: egli esprime il suo interesse/disinteresse con un elevato tono di voce, non sempre funzionale all’attività che si sta svolgendo.
L’attività che più lo entusiasma afferisce all’ambito musicale: la sperimentazione attiva con la tastiera del pianoforte (intensità e suoni diversi o silenzi, collegati al suo tocco), nella gestione della relazione causa-effetto, che muove da un’intenzione e quindi causa piacere e gratifica con il risultato, mi ha permesso di costruire un nuovo ponte di dialogo emozionale, che prosegue con il gruppo classe nei momenti di musica d’insieme. L'esaltazione positiva che deriva da questi momenti ha un riverbero con effetto prolungato.
Ora Orlando frequenta la 2ªB della scuola primaria Manzoni e di passi ne sono stati fatti molti, sia per quanto riguarda la sfera delle relazioni sociali che per lo sviluppo delle autonomie.
Nonostante il particolare periodo storico, con frequenza a singhiozzi causata da isolamenti e lockdown, siamo sempre riusciti a mantenere un contatto attivo con Orlando, anche con forme di didattica a distanza, rese possibili grazie alla sintonia nata, fin da subito, con famiglia ed educatori che seguono il bambino a casa. Il ritorno in presenza, purtroppo con alcuni luoghi ancora preclusi (laboratori, mensa, palestra…) ci consegna la speranza che si possa continuare senza più interruzioni, nel percorso positivo intrapreso, fatto di reciproco scambio: non è solo Orlando a crescere, dimostrando sempre crescente intenzionalità comunicativa, ma con lui anche i compagni e noi insegnanti, che da lui, dai suoi occhi azzurri, impariamo qualcosa ogni giorno.

